Respira, fino a farlo dall'Anima
Anonimo Veneziano – Stelvio Cipriani.
Venezia, una giornata di novembre, nel romanzo non hanno nome, sono lui e lei.
Sposati, ma non si vedono da otto anni, lei ha preso il figlioletto Giorgio e se n’è andata.
Lei si aspetta che lui le rinfacci il nuovo rapporto e una figlia.
Da sola portò con sé il figlioletto, accettando qualsiasi lavoro onesto.
Nonostante le amarezze passate si sono sempre amati.
Ancora non emerge il motivo della chiamata a Venezia.
In un modesto pranzo, lui si decide.
Dice di essere prossimo alla fine, a causa di un sintomo grave, lì lui comprende i suoi errori.
A casa di lui, con lei, per condividere i suoi più importanti segreti e con la promessa che a sera lei se ne tornerà
alla sua famiglia, nel respiro non hanno mai smesso di amarsi.
L’ uomo suonava con enorme talento l’ oboe.
A aveva fondato un’orchestra da camera a sua casa.
Lei conosce il suo talento e ascolta il pezzo.
Lui esprime la volontà di portare a termine il concerto per lasciare qualcosa, per continuare a vivere attraverso
un’opera musicale, per lei e il loro figlio, almeno nella musica, lui non è più solo, né inutile.
Arriva l’orchestra e provano subito in modo imperfetto.
Lui l’accompagna all’uscio dolcemente, lei va via senza voltarsi.
La Natura è eterna
Oltre il disordine e la paura, abbraccia un albero, si sente la vita e la sua longevità.